Il 23 ottobre 2026 ho tenuto il workshop «Oltre lo schermo» all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Il tema era uno solo, ma tocca chiunque debba presentare il proprio lavoro, cioè come usare l’intelligenza emotiva quando si sale davanti a un pubblico per mostrare un elaborato, un progetto o una presentazione.
Il problema delle presentazioni “perfette”
Quando prepariamo una presentazione pensiamo quasi solo alla performance. Slide curate, dati precisi, tempi rispettati. È tutto giusto, ma manca un pezzo. Le persone che ci ascoltano non sono contenitori da riempire di informazioni, sono cervelli che prima di tutto decidono se vale la pena prestare attenzione.
«Ci prepariamo per settimane sul contenuto e non dedichiamo nemmeno cinque minuti a chi lo dovrà ascoltare.»
— Andrea Zagato
Se quella prima scelta non avviene, anche il lavoro migliore resta sullo schermo e non arriva a nessuno.
Prima l’attenzione, poi il contenuto
Durante il workshop ho mostrato agli studenti come l’intelligenza emotiva cambi l’ordine delle cose. Prima si toccano le leve più profonde, cioè curiosità, riconoscimento, emozione e senso di appartenenza. Sono questi i meccanismi che alzano l’attenzione e la tengono alta. Solo dopo si passa al contenuto, mostrando tutto il lavoro fatto.
«Il pubblico non ricorda quello che hai detto, ricorda come lo hai fatto sentire mentre lo dicevi.»
— Andrea Zagato
In pratica significa aprire con qualcosa che parli alle persone prima che ai dati, una domanda, una storia, un’immagine che crei un legame. Quando l’attenzione è accesa, i numeri e le analisi trovano spazio e vengono ascoltati davvero.
«Prima accendi l’attenzione, poi mostri il lavoro. Al contrario non funziona.»
— Andrea Zagato
Cosa porto a casa da questa giornata
Gli studenti hanno lavorato sui loro progetti con domande concrete e tanta voglia di mettersi in gioco. Hanno capito che presentare bene non vuol dire recitare, vuol dire creare una connessione. È la stessa cosa che porto nelle aziende con la formazione, perché vale per una tesi come per una riunione con un cliente.
«Una presentazione non si misura da quante slide mostri, ma da quante persone decidono di seguirti fino all’ultima.»
— Andrea Zagato
Un ringraziamento
Ringrazio Alfonso Pecoraro Scanio per la collaborazione e per aver voluto portare questo contributo alla sua classe. Iniziative come questa avvicinano l’università alle competenze che servono davvero nel lavoro di tutti i giorni.
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